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lunedì 3 febbraio 2014

Le cose di gennaio TAG


Ciao a tutti! Oggi ho avuto questa idea in seguito al video di Sistiana, che sicuramente conoscerete. Io sono una sua follower "silenziosa", cioè la seguo sempre, partecipo ai suoi tag su IG, ma ecco non credo si sia accorta molto della mia presenza perché non sono un'assidua commentatrice. Anyway, lei fa questi video che io adoro, che sono appunto le cose del mese, in questo caso gennaio che è appena finito, dove appunto racconta che ne so, la musica preferita in quel mese, un film, vestiti, cibo....tutto inerente al mese. E poi ci invita su IG a fotografare le nostre cose di gennaio e ad usare il suo hashtag. Ebbene io ho deciso, e spero che a lei faccia piacere l'idea semmai dovesse passare di qua, di mostrarvi le mie cose di gennaio, perché magari qualcuno di voi non segue IG, o sempre per il solito motivo, che è la condivisione. Bene bando alle mie millemilaparole, ecco le mie cose di gennaio.

Cibo: ve le ho mostrate anche qui sul blog con la ricettina, ma ci siamo davvero innamorati delle nostre graffette e le abbiamo fatte spesso a discapito della linea, ma chissene! 




Per quanto riguarda vestiti/accessori... Il mio bracciale pandora che si è arricchito di due nuovi charms che sono la mongolfiera, che ho in comune con le mie migliori amiche e che tra l'altro è un loro regalo, è il nostro simbolo. E poi la cuccetta con il cane, che rappresenta ovviamente il mio amore a 4 zampe, la mia Sheila. Ma la cuccia per me significa anche casa e amore, dato che il ciondolo sul retro ha un piccolo cuore smaltato rosso ^_^ . Insieme, il bracciale Cruciani con i fiocchi di neve, perché la neve per me è magia, la magia della natura e della vita. 



La canzone di gennaio è sicuramente quella dei Two Door Cinema Club "Changing of the season", che ho ballato in pigiama tutte le mattine praticamente, perché nonostante il testo un po' drammatico, ha una melodia che mi mette allegria :) so un po' strana?! :D  cliccate qui per ascoltare
E poi...ssì, anche quella del gruppo Of Monsters and Men, che mi piacciono tantissimo tra l'altro, ed in particolare questa canzone è la colonna sonora del film qui sotto, si intitola : Dirty Paws ^___^
Per quanto riguarda il film, lo potrete immaginare, ve ne ho parlato anche sul blog----> The Secret Life of Walter Mitty. Mi è piaciuto un sacchissimo e non vedo l'ora di rivederlo.



Un luogo di gennaio è stato sicuramente Manchester, che per quanto piccola cittadina, mi ha lasciato il ricordo di una bellissima giornata.




E poi una cosa bellissima di gennaio, è stato il mio ritorno a casa dopo tre mesi di totale assenza, Natale compreso. E quindi le mie amiche, la mia mamma, la mia famiglia, e lei...


Bene, la verità è che io avevo tanta voglia di chiacchierare con voi, di raccontarvi qualcosa di carino. Se avete un blog e vi va di condividere il vostro gennaio, lasciatemi il link nei commenti e verrò sicuramente a leggervi, perché la trovo un'idea carina e si insomma sono curiosa ecco! :D vi mando un bacione e buonissima serata! Ciao!






lunedì 13 gennaio 2014

I sogni segreti di Walter Mitty - The secret life of Walter Mitty



Life is about courage, and going into the unknown.

Sono andata a vedere questo film una settimana fa, e mi sono presa del tempo per metabolizzare ciò che ho visto per non scrivere qualcosa in uno stato troppo emotivo. Ma come sapete io non sono brava a parlare razionalmente, perciò questo post, come altri riguardanti i film che amo, non ha la pretesa di essere una recensione, ma è solo  il mio umile punto di vista.
Non è assolutamente il nuovo Forrest Gump, per fortuna! Perchè  Forrest Gump è unico;  la trama è assolutamente diversa, lo sono i personaggi, ma soprattutto diverso è l'intento dello stesso regista. Ho letto in una sua intervista, che ha semplicemente portato sullo schermo ciò che tutti noi facciamo e che non abbiamo il "coraggio" di dire apertamente : ovvero, tutti noi abbiamo nella nostra testa un mondo immaginario, di cui siamo protagonisti assoluti, e magari supereroi, o semplicemente tutti noi immaginiamo cosa vorremmo essere e in che modo, e magari capita di non sapere come cambiare le cose, e come realizzare i nostri sogni. Ma soprattutto spesso capita che non ci rendiamo conto di quanto siamo straordinari. Ci vediamo grigi in una misera vita, sentendoci l'ultima ruota del carro, mentre invece siamo un componente essenziale, senza il quale i grandi meccanismi non potrebbero funzionare, ed essere appunto, grandi!
Il film è pieno di piccoli dettagli posti in secondo piano sulla scena, e questa scelta mi è estremamente piaciuta! Sembra che tutto ruoti intorno al concetto di "attenzione", o almeno questo è ciò che io ho percepito.Attenzione significa osservare, percepire, andare oltre, e accorgersi che spesso nell'ordinario c'è qualcosa di straordinario.
Un film che vi consiglio assolutamente, anche perchè vi perderete nelle splendide immagini di posti lontani, e nella meravigliosa colonna sonora!
Fatemi sapere la vostra opinione, se avete apprezzato il film oppure no,sarò felicissima di leggere i vostri commenti!
A presto xXxX

I've been to see this film one week ago, and I took some time to apprehend what I've seen just to avoid to write full of emotions. But as you probably know, I'm not so good to talk rationally, and so this post, like others about films, it is not intended to be a review, but simply my point of view. This film is not the new Forrest Gump, absolutely and fotunately, because in my opinion there is only one Forrest Gump, it's unique! More over, this wasn't the intent of the director which was totally different. I read one of his interview in which he said that he only wanted to realize a film on something that all people have in their mind : I mean, a whole world in our head, in which we are the protagonists, because sometimes happen that we don't know how to change our life, and how to realize our dreams. But especially often, we don't realize how extraordinary we are. We think we are only a little part of a whole, but often we are a little componet which is essential for the whole mechanism, and without us it can't work! The film is full of details on the scene and I loved that so much. Seems that everything is about "to pay attention", or at least I got this feeling. To pay attention means to observe, to feel , and go over, to realize that often in some odinary there is some extraordinary!
I suggest you to see this film, also because the photography is astonishing as the soundtrack!
If you want, let me know your opinion, if you appreciated the film or not, I'll be pleased to read yours comment!
See you soon xxxXX










lunedì 9 settembre 2013

Aggiornamento e (forse), un'anteprima cinemaografica

Buonasera a tutti amici miei!!! Scusatemi per l'assenza la scorsa settimana, ma è stata davvero una settimana impegnativa! Come vi avevo detto ero in cerca di un lavoro per non pesare sulle spalle della mia famiglia, ebbene l'ho trovato! Un lavoro assolutamente in regola sia per quanto riguarda il contratto, sia per quanto riguarda la paga! Una cosa non ve l'ho detta. Qui avere un contratto anche di tipo permanente, è solo una questione formale e legale. Ovviamente dà diritto a ferie pagate, all'assicurazione per incidenti sul lavoro, contributi per chi lavora full time, ma qui a differenza dell'Italia, avere un contratto non significa che non possono licenziarvi dalla sera alla mattina. Come mi disse anche una mia cara amica prima di partire, che saluto (ciao Baniii, lei capirà leggendo il suo nomignolo), avete presente in America quando vedete la gente che viene licenziata e si fa la scatola con le proprie cose e va via all'istante? Ecco...qui succede la stessa cosa! Se non vai bene sei out, subito!
A parte questo.... il post di oggi avrebbe dovuto essere un altro, infatti chi mi segue su FB probabilmente lo sa, perchè avevo accennato al post in cui vi avrei parlato della gita fatta con il college, ma siccome ieri è stata una serata davvero davvero carina, ci tenevo a condividerla con voi subitissssssimo!!!!! :D Ieri pomeriggio, dopo una mattinata di relax e studio, abbiamo deciso di andare al cinema, a vedere una commedia, perchè  di solito la commedia ha un linguaggio più easy, e si riesce a capire bene ciò che dicono i personaggi. Inoltre questa è ambientata a Londra, regista inglese, attori inglesi, zero slang americano. Non so se in Italia è uscito già, se uscirà oppure no, anyway, il regista è lo stesso di Notting Hill e Love Actually, e il film s'intitola " About Time"

All'inizio ci siamo trovati dinanzi a una vera e propria commedia  molto divertente. Il protagonista ha questo particolare potere di viaggiare nel tempo, e nella prima parte del film lo usa in maniera esilarante! Ma poi....ad un certo punto, grazie all'amore, quello intenso, duraturo, quello che ti accompagna nella crescita e che forse dura in eterno, comprende l'importanza del tempo, l'importanza di vivere sempre il presente al 100%, perchè per quanti poteri si possano avere, certe cose non tornano indietro, non possono, e se non le viviamo subito pienamente quando capitano, rischiamo di perderle e di non avere mai più la possibilità di viverle! Sembra banale, sembra scontato, ma non lo è. E' più scontato pensare che di tempo ne abbiamo, o è più facile giustificarci quando lo perdiamo. Non ci concentriamo spesso sull'istante che stiamo vivendo. O almeno io, tendo a dimenticalo spesso, presa dai ritmi frenetici della vita! Puoi vivere ogni giorno come quello precedente, oppure puoi decidere di rendere ogni giorno, straordinariamente ordinario!!!!


Hello my dear friends!!!! Yesterday night,   Kris and I went to the Cinema to see a really nice comedy, written by the same director of Love Actually and Notting Hill! The first part of the film, is really funny because the protagonist has the power to travel trough the time, and he uses this power in a really funny way!! But, in the second part of the film the protagonist finds the importance to live life day by day, at 100%!  He understands the importance of love, the true love, and that something even if you have the powerful to travel trough the time, something can't come back, and you lose them forever! I know, that might seem an obvious  thing, but I think is not, or better, I forget it sometimes! We can decide to live every day in the same way, or we can decide to make every day extraordinarily ordinary!

Good night.... :*

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venerdì 8 marzo 2013

CineSpina presenta : Quartet

Con due giorni di ritardo, a causa mia ovviamente, ma eccoci qua!!! Oggi CineSpina ci parla di un film che tratta un argomento bellissimo, la musica lirica. Io ovviamente sono di parte, ma non ho visto il film e non posso dire la mia...vediamo cosa ci dice a proposito la nostra cinefila!!! :D


“Quartet”
di Dustin Hoffman
Con tutta la devozione che si deve ad un attore del suo calibro, l’esordio alla regia del grande Dustin Hoffman si ricorderà se non altro per essere un omaggio sentito e scanzonato alla musica classica. Il suo “Quartet” sembra avere tutti gli ingredienti della commedia inglese destinata a diventare un piccolo cult. Tratta dall’opera teatrale di Ronald Harwood la storia si sviluppa attorno alle figure di quattro ex-cantanti lirici nella casa di riposo Beecham House, di rimando verdiano.
Dopo Amour di Michael Haneke, il cinema torna ad affrontare le problematiche della terza età, che, questa volta, non è in lotta contro la malattia bensì contro le glorie perdute del passato. Alla difficoltà di accettare il decorso del tempo si contrappone, però, la capacità di rileggere le note della vita da una nuova prospettiva, virtù propria della saggezza senile. Così, malgrado l’Alzheimer e l’osteoporosi, i protagonisti trovano la volontà di prepararsi ad un’esibizione in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, finanziando Beecham House con i fondi ricavati. Ci riusciranno proprio grazie all’amore per la musica, lo stesso che gli ha accompagnati nella loro esistenza e a sua volta riflesso di quello dello stesso Hoffman. Dedizione che emerge sia nel rimando continuo ad opere e ad interpreti del passato sia nella ritmica del film, continuamente scandita, forse con eccessiva ridondanza, da una serie di aree tra le più celebri del repertorio lirico.
La vicenda di Jean Horton (Maggie Smith), star dell’opera, che, dopo una vita sacrificata al successo a discapito degli affetti personali, non riesce ad accettare l’attuale declino, ne è la chiave interpretativa. Sarà il conforto e la consolazione di un amore coltivato in segreto e rinvigorito proprio dal tempo, a dischiudere in lei la possibilità di un riscatto.
I momenti di punta si devono alle battute incalzanti di due componenti del magico quartetto in particolare: l’istrionico Wilf (uno straordinario Billy Connolly) con la sua cinica ironia e la stralunata Cissy (Pauline Collins).
Eppure, nonostante la materia narrativa e la performance di attori bravissimi, il film manca di coerenza e forza, a partire dalla costruzione della storia, da cui non si riescono a cogliere a pieno le dinamiche sentimentali dei personaggi.
La sobrietà e la delicatezza della regia non sono qualità sufficienti a giustificare una sceneggiatura che appare debole, discutibile per certe scelte stilistiche di montaggio e dei dialoghi, in alcuni momenti prolissi se non addirittura superflui ai fini della narrazione. Considerando il fattore inesperienza, essendo un’opera prima, è come se nella sinfonia del film mancasse un senso di armonia generale.
Un commento a se merita la costruzione del finale, che da solo è sufficiente a condensare tutto il senso dell’opera:
lo spettatore, partecipe della piece teatrale del quartetto, vede aprirsi la scena, da cui gli anziani protagonisti, nel pieno del loro vigore e in procinto di cantare, appaiono di spalle. Non ci è dato di vederne l’esibizione e l’inquadratura lentamente si estende e si allontana dalle luci di Beecham House, lasciandone intuire la performance.
Il percorso, se intrapreso con volontà e determinazione vale quanto il risultato, ancor di più se a darci questa lezione di jeux de vivre non sono i giovani ma chi erroneamente crediamo non abbia più nulla da dirci.

Laura Spina



mercoledì 27 febbraio 2013

CineSpina, presenta : Midnight in Paris

Buonasera a tutti miei cari amici!!! Oggi voglio introdurre una nuova rubrica. Come sapete io amo il cinema, e non è mancata sul blog qualche recensione. Ma la rubrica che voglio "lanciare", questa volta non sarà mia, ma ho avuto il grande onore di lasciare questo spazio, a chi di cinema ne sa davvero tanto, a una penna che ha stile ed eleganza, a una ragazza che scrive per amore e per passione, e che io stimo davvero tanto! Noi ci conosciamo ormai da un anno...ed è un anno che io mi emoziono, rido, e condivido delusioni, leggendo le sue recensioni cinematografiche. Lei, si chiama Laura, è un'amante della vita, sognatrice quanto basta, e ha sempre un occhio critico oltre che molto ironico, che viene fuori sempre con estrema intelligenza ed educazione.
E' una ragazza come me, con degli incredibili occhi grigi (che Dio sa da dove li ha presi, sono stupendi!!!!), e un sorriso che non manca mai! In questo anno con Laura, ho potuto condividere con lei punti di vista, e soprattutto tante passioni : dal cinema (appunto), alla musica (ne sa un botto di musica), fino alla danza, galeotta del nostro incontro e della nostra collaborazione artistica.

Apriamo la rubrica con un film non recente, perchè io adoro questo film e proprio due giorni fa l'ho rivisto per la quarta volta e giuro che non mi stancherei mai di guardarlo! Quando ho letto la recensione mi sono emozionata, ho ritrovato tra le parole le emozioni che ho provato, e ho capito qualche passaggio filosofico che avevo perso!!! Spero possa piacere anche a voi. Che sia un'occasione per chi non ha visto il film di sentirsi incuriosito, e per chi l'ha visto e si è emozionato, di emozionarsi ancora! Se vi va lasciate dei commenti, così anche la nostra Spina potrà leggerli e saremo felici in due :D <3






Uscire dalla sala cinematografica in uno stato di grazia e leggerezza dopo la visione di un film di Allen era una cosa che non accadeva da tempo. Ultimamente ci aveva abituato ad una rappresentazione della vita, in cui il sogno rimaneva l’unico rimedio possibile ad uno stato di continua insoddisfazione. 
Così  in Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, l’anziana protagonista si abbandona al paranormale e grazie al magico antidoto, rimarrà il solo personaggio in grado di godere del privilegio dell’amore, proprio perché capace di illudersi. 
Ma in quest’ultima opera, che sembra essere il proseguimento naturale delle precedenti, il prolifico regista,  sembra sovvertire la sua visione disincantata sull’esistenza umana. Malgrado l’oggi sia insoddisfacente, la magia e il sogno, sia pur vissuti in una città come Parigi, e ancor più nella Parigi degli anni 20, che meglio di ogni altra riesce a renderli in modo così vivido, non sono nulla se non hanno un riscontro con il presente. 
Ancora una volta, al centro della storia, una coppia americana dell’upper classe in frantumi, anche se il vero protagonista, questa volta per nulla autoreferenziale come in altre occasioni (vedi l’ultimo Basta che funzioni), è Gil , scrittore in piena crisi d’ispirazione oltre che coniugale. 
Incallito sognatore, vaga con la mente nella Parigi del mito dei primi del 900’, quella dei grandi scrittori della letteratura contemporanea a cui è particolarmente legato. Il vagabondare lo trascina anche per le strade di Parigi, ed è proprio in una delle sue camminate notturne che si imbatte nell’agognato sogno, il quale si ripeterà ogni volta allo scoccare della mezzanotte. 
Da qui in poi sarà un susseguirsi di gag raffinate e geniali con quell’umorismo tipicamente “alleniano” capace di rendere convincente persino il paradossale e il surreale. Il ritratto di Hemingway, appassionato avventuriero col bicchiere sempre pieno in mano, è inconcepibilmente concreto così come quello di una folle e dissociata Zelda Fitzgerald. Esilarante il gruppo dei surrealisti, da Dalì fino a Picasso, che, incarnando alla perfezione l’ideale dell’artista autoesclusosi dalla realtà, sarà bacchettato di continuo da una Gertrude Stein d’acciaio con il compito di ricondurli sulla retta via perché: “... l'artista non è colui che fugge, ma colui che con la sua opera cerca di dare senso e speranza di fronte all'insensatezza dell'esistenza …”
Ed è qui che la macchina dei sogni si blocca. Perché quell’illusione  che rappresentava l’unica via d’uscita ora è solo un mezzo per imboccarla, attraverso una lucida presa di coscienza. Se le cose non vanno, se un affetto non è ricambiato con il giusto sentimento, se la routine ti priva della fantasia rendendoti incapace di agire e realizzarti, non scoraggiarti, volgi lo sguardo ad un tempo perduto. Ma ricorda, la dimensione della nostalgia non è quella dell’uomo che vive ed ogni presente avrà il suo passato nostalgico, e ogni sogno si imbatterà in un altro sogno, che si trasformerà in un’altra delusione. Come fare allora? La soluzione esiste ed è meravigliosamente semplice, solo che non ci si accorge di averla sotto gli occhi: trasferire il sogno nel presente. E Gil, liberandosi dell’opprimente peso della sua vita attuale, ma lasciandosi alle spalle un passato meraviglioso che, però, non gli appartiene, guarda al futuro, alla possibilità di un nuovo incontro, di un nuovo sorriso che si apre sotto la pioggia di una più che mai magica e romantica Parigi. Insomma, un messaggio intriso di speranza in tempi difficili era ciò che mancava. E come non ascoltarlo se a dircelo è il maestro indiscusso del cinema.

Laura Spina.